Musica Italiana

Inno Nazionale Brasiliano



( Musica: Francisco Manoel da Silva - 1831 )
( Testo: Joaquim Osório Duque Estrada - 1909 )

Testo originale in portoghese Traduzione con note esplicative


Ouviram do Ipiranga as margens plácidas
De um povo heróico o brado retumbante,
E o sol da liberdade, em raios fúlgidos,
Brilhou no céu da Pátria nesse instante.

Se o penhor dessa igualdade
Conseguimos conquistar com braço forte,
Em teu seio ó liberdade,
Desafia o nosso peito a própria morte !

Ó Pátria amada
Idolatrada
Salve ! Salve !

Brasil de um sonho intenso, um raio vívido,
De amor e de esperança à terra desce,
Se em teu formoso céu risonho e límpido
A imagem do Cruzeiro resplandece.

Gigante pela própria natureza,
És belo, és forte, impávido colosso,
E o teu futuro espelha essa grandeza,

Terra adorada!
Entre outras mil
És tu, Brasil,
Ó Pátria amada !

Dos filhos deste solo és mãe gentil,
Pátria amada
Brasil !

Deitado eternamente em berço esplêndido,
Ao som do mar e à luz do céu profundo,
Fulguras, ó Brasil, florão da América,
Iluminado ao sol do Novo Mundo !

Do que a terra mais garrida,
Teus risonhos lindos campos tem mais flores,
Nossos bosques têm mais vida,
Nossa vida no teu seio mais amores.

Ó Pátria amada
Idolatrada
Salve ! Salve !

Brasil, de amor eterno seja símbolo,
O lábaro que ostentas estrelado,
E diga o verde-louro dessa flâmula,
Paz no futuro e glória no passado.

Mas se ergues da justiça a clava forte,
Verás que um filho teu não foge à luta,
Nem teme, quem te adora, a própria morte,

Terra adorada!
Entre outras mil
És tu, Brasil,
Ó Pátria amada.

Dos filhos deste solo és mãe gentil
Pátria amada
Brasil !


Udirono dell'Ipiranga le rive placide,
Di un popolo eroico il grido risonante,
E il sole della libertà, in raggi fulgidi,
Brillò nel cielo della Patria in quell' istante.

Se il pegno di questa uguaglianza
Conseguimmo conquistare com braccio forte,
Nel tuo grembo, o Libertà,
Sfida il nostro petto la propria morte !

O Patria amata
Idolatrata
Salve ! Salve !

Brasile, un sogno intenso, un raggio vivido
Di amore e di speranza alla terra scende,
Se nel tuo formoso cielo, ridente e limpido,
L' immagine della Croce del Sud risplende.

Gigante per tua propria natura,
Sei bello e forte, impavido colosso,
E il tuo futuro rispecchia questa grandezza.

Terra adorata!
Tra altre mille
Sei tu, Brasile,
O Patria amata !

Dei figli di questo suolo sei madre gentile,
Patria amata
Brasile !

Sdraiato eternamente in culla splendida,
Al suono del mare e alla luce del cielo profondo,
Risplendi, o Brasile, grande fiore d'America,
Illuminato al sole del Nuovo Mondo !

Della terra più favorita,
I tuoi ridenti e bei campi hanno più fiori,
I nostri boschi hanno più vita,
La nostra vita, nel tuo seno, più amori.

O Patria amata
Idolatrata
Salve ! Salve !

Brasile, di amore eterno sia símbolo,
Il vessillo che ostenti stellato,
E dica il verde-oro di questa fiammella,
Pace nel futuro e gloria nel passato.

Ma se sollevi della giustizia la clava forte,
Vedrai che un figlio tuo non fugge dalla lotta,
Né teme, chi ti adora, la propria morte,

Terra adorata!
Tra altre mille
Sei tu, Brasile,
O Patria amata.

Dei figli di questo suolo sei madre gentile
Patria amata
Brasile !


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Note esplicative


01
Prosa: Le placide rive del fiume Ipiranga, udirono il grido risonante di un popolo eroico, e in quell'istante il sole della libertà brillò con raggi fulgidi nel cielo della Patria .
Qui l'autore si riferisce alla indipensenza del Brasile dichiarata nel 1822 ai margini del fiume Ipiranga con il grido di Don Pedro Iº "Indipendenza o morte".

02
Prosa: Se siamo riusciti a conquistare questa uguaglianza con la lotta, nel tuo nome, o Libertà, il nostro petto sfida la propria morte.

03
Prosa: Salve Patria amata e idolatrata!

04
Prosa: Brasile, quando nel tuo formoso, ridente e limpido cielo, risplende l'immagine della Croce del Sud, un sogno intenso ed un raggio vivido di amore e speranza, scende alla terra.

05
Prosa: Gigante per tua propria natura, sei bello e forte, un impavido colosso, ed il tuo futuro rispecchia questa grandezza.

06
Prosa: Terra adorata! Tra altre mille sei tu, Brasile, la nostra Patria amata!

07
Prosa: Tu Brasile, Patria amata, sei la madre gentile dei figli di questa terra.

08
Prosa: Tu grande fiore d'America, sdraiato eternamente in una splendida culla, al suono del mare ed alla luce del cielo profondo, risplendi illuminato dal sole del Nuovo Mondo.

09
Prosa: I tuoi ridenti e bei campi hanno più fiori della terra più favorita, i nostri boschi hanno più vita, e nel tuo seno, la nostra vita ha più amori.

10
Prosa: Brasile, la tua bandiera sempre stellata sia simbolo di amore eterno, e che il verde-oro di questa fiammella dica "Pace nel futuro e gloria nel passato"

11
Prosa: Se in nome della Giustizia affronteremo la lotta, vedrai Brasile che nessun figlio tuo fuggirà alla stessa, e chi ti adora non temerà la propria morte.



Breve biografia dell'autore


Joaquim Osório Duque Estrada
Poeta e scrittore brasiliano (1870-1927), nacque a Rio de Janeiro e si laureò in lettere presso il Collegio Dom Pedro II. Fu segretario della Legazione Brasiliana in Paraguai e nel 1914 entrò a far parte della Accademia Brasiliana di Lettere. Si suppone che scrisse i versi dell'Inno nell'anno 1909. Tra altre opere ha scritto: Alvéolos; Flora de Maio; Rimas Ricas; Questões de Português; Noções Elementares de gramática portuguesa; Concurso de obras sobre língua portuguesa; História maravilhosa e Leituras militares.

Alcuni cenni sull' Inno
La legge nº 259 del 01-10-1936, rese obbligatorio in tutto il paese, nelle istituzioni scolastiche, (a carico o no del potere pubblico), nelle associazioni a scopo educativo ed in altri enti, il canto dell'Inno Nazionale di Francisco Manoel da Silva, com testo di Joaquim Osório Duque Estrada, ufficializzato dal decreto nº 15671 del 06-09-1922.

L'origine dell'Inno è attribuita a tre motivi storici: l'Abolizione della Schiavitù, la Coronazione di D. Pedro II, e adesso l'Indipendenza. Ayres de Andrade, il 21-02-1945, scrisse nell'opera "Nuova ipotesi sull'origine della musica dell'Inno Nazionale" che sarebbe stata scritta per commemorare appunto l'Indipendenza..

Curiosità sull'Inno
Nel 1831, il popolo brasiliano praticamente forzò D. Pedro I, che non governava in modo soddisfacente, ad abdicare. Sembra che l'attuale Inno fu eseguito per la prima volta una settimana dopo l'abdicazione, il 13 aprile, quando D. Pedro I era ancora in Brasile, ma già a bordo della nave "Volage". Sembra anche che la musica fu eseguita di proposito perchè l'ex Imperatore e la sua comitiva la udissero.

L'autore della musica Francisco Manuel da Silva (1795 - 1865) morì più di 40 anni prima che il testo fosse scritto da Joaquim Osório Duque Estrada. È curioso pertanto pensare che due persone che non si conobbero, furono in realtà unite dal popolo, dalla musica e dalla Storia.