Musica Italiana

Il Passatore

(Esecuzione e canto: Orchestra Casadei )
( Autore: Raul Casadei - 1973 )

La canzone narra una delle più note gesta del brigante Stefano Pelloni (1824-1851) più conosciuto in Romagna come "Il Passatore". Lo stesso grande Poeta Giovanni Pascoli nella sua poesia "Romagna" si riferisce a lui come "Il Passator Cortese" a causa della sua leggendaria generosità, in quanto sembra che rubasse ai ricchi per distrubuire ai poveri, anche se non esistono prove documentali che lo testimonino con certezza. L'appellativo "il Passatore" gli venne dal mestiere, ereditato dal padre, di traghettatore sul fiume Lamone. Questa professione lo mise in contatto con numerosi contrabbandieri, ladri e briganti che in quel periodo attraversavano le terre romagnole, cosa che ebbe sicuramente influenza nel suo passaggio alla criminalità. Evaso dalla prigione nella quale scontava la pena per omicidio colposo e datosi alla macchia, organizzò una banda audace ed agguerrita che operò per tre anni nelle Legazioni Pontificie tenendo in scacco la gendarmeria. Tra le gesta più celebri del Passatore si ricorda quella di Forlimpopoli che è appunto il tema di questa canzone. La sua attività terminò nel marzo 1851 quando, tradito da uno dei suoi uomini, fu individuato in un capanno da parte della gendarmeria pontificia e rimase ucciso nello scontro a fuoco che ne seguì.


Il Passatore

Questa è la triste storia di Stefano Pelloni,
in tutta la Romagna chiamato il Passatore.
Odiato dai signori, amato dalle folle,
dei cuori femminili incontrastato re.

Su Forlimpopoli è scesa la notte,
il cielo è cupo e pieno di pioggia.
Tutta la gente già chiusa in teatro,
lungo le mura serpeggia il mistero.

C'è l'intervallo, poi s'alza il sipario,
si sente un urlo, si leva il terrore.
Fra dieci uomini, in mezzo alla scena,
spunta la sagoma del Passatore.

Questa è la triste storia di Stefano Pelloni,
in tutta la Romagna chiamato il Passatore.
Odiato dai signori, amato dalle folle,
dei cuori femminili incontrastato re.

Con un sorriso saluta la folla,
poi guarda i palchi dei ricchi padroni.
Li vuole tutti inchinati ai suoi piedi
in compagnia di venti scudoni.

Ad uno ad uno gli portano i soldi,
nel loro cuore c'è l'odio e il terrore.
E una fanciulla dagli occhi di mare
chiama il Pelloni gettandogli un fiore.

Questa è la triste storia del Passator Cortese
che sul Lamone un giorno morì per tradimento.
Portato lungo i borghi per farlo disprezzare
ci fu per lui chi pianse, chi un fiore gli gettò.