Musica Italiana

Angelita di Anzio

( Cantam: Los Marcellos Ferial )
( Autori: T. Roman - M. Minerbi - 1964 )

Testo prelevato dal sito Canzoni contro la Guerra. Questa canzone è stata ispirata dalla storia del soldato Christopher S. Hayes, militare del "Royal Scots Fusiliers", che sbarca insieme al suo plotone sulla costa di Anzio il 5 giugno 1944, e non trova i tedeschi pronti a sparargli addosso ma una bambina sola, in lacrime e terrorizzata, della apparente età di cinque anni. Lui e un gruppo di commilitoni decidono subito di farne una mascotte e la portano al seguito, chiamandola Angelita. Dura pochi giorni. La bimba riesce a malapena a ritrovare un pò di serenità ed ecco una granata piombare sulla trincea che il plotone si era scavata, uccidendola all'istante. Il soldato Hayes ed i suoi commilitoni devono continuare la guerra ed il cadaverino rimane lì, in quella trincea, forzatamente abbandonato. Haynes si porta addosso il ricordo di quella bambina per tutta la durata della guerra e anche negli anni a seguire. È così forte il pensiero e la tristezza per la sorte toccata a quella piccola mascotte da attraversare, intatti, una buona parte della sua vita. Quasi vent'anni dopo sente il bisogno di scrivere al Consiglio comunale di Anzio per chiedere notizie di quella povera bimba. Voleva sapere se quel corpicino dilaniato da una granata cieca avesse almeno trovato sepoltura e dove fosse la sua tomba. Angelita è stata come un piccolo soldato ignoto rimasto insepolto e senza croce. Anche se sconosciuta, il Comune di Anzio le dedicò un monumento in occasione dell'Anno Internazionale del Bambino.


Angelita,
ti saresti chiamata Angelita,
Angelita.

Angelita,
volevamo chiamarti Angelita,
Angelita.

Sbarcammo ad Anzio
una notte,
oh oh, oh oh.

C'era soltanto la luna
ed un pianto di bimba.
In fondo al suo sguardo di mare
c'erano ancora le favole,
e quattro conchiglie
ripiene di sabbia
stringeva una piccola mano.

Angelita,
ti saresti chiamata Angelita,
Angelita.

Entrammo in Anzio
e fu l'alba,
oh oh, oh oh.

Con il fucile sul braccio
e la bimba con noi.
Aveva i capelli di grano
ed una voce di passero.
Le quattro conchiglie
ripiene di sabbia
stringeva la piccola mano.

Angelita,
volevamo chiamarti Angelita,
Angelita.

Che alba grigia
su Anzio,
oh oh, oh oh.

Scese improvviso fra noi
un silenzio di bimba.
Da quel suo sguardo di mare
eran fuggite le favole,
ma quattro conchiglie
ripiene di sabbia
restavano nella sua mano.

Angelita,
ti saresti chiamata Angelita,
Angelita.

Angelita,
volevamo chiamarti Angelita,
Angelita.

Angelita!
Angelita!
Angelita